|
Siena città d’arte
Le città d’arte in Toscana sono una profezia antica della qualità della vita racchiusa nelle grandi opere del passato, che continuano a convivere, intarsiate in un paesaggio tra i più pittoreschi, con il nostro oggi.
| » Buon appetito |
Buon appetito
Siena può ben vantare di rappresentare al meglio la cucina toscana. Anche la toponomastica rimanda al cibo, basti pensare ai vicoli di Malcucinato e Salecotto, alla contrada dell’Oca, in cui anticamente si macellava il bestiame.
Il trekking urbano è affascinante e facile, ma mette appetito, e Siena pensa a tutto. Ristoranti sopraffini, osterie e trattorie per tutte le tasche sono pronte a farvi assaggiare la loro gastronomia tipica, sana, gustosa e ricca di fantasia.
Dalla povertà nasce il grande estro culinario, e dalla fertilità delle terre che producono uno degli olii più rinomati al mondo. Lo usavano di spremitura fresca i contadini per ammorbidire il pane vecchio, che facevano abbrustolire un poco, cospargendolo d’aglio. Da qui nasce la bruschetta, oggi arricchita di molti altri aromi e colori. Una particolarità della cucina senese sono le preparazioni a base di riso (es. la torta di riso, salata). I mercanti che passavano per Siena carichi di spezie orientali al ritorno dei loro lunghi viaggi, portavano con sé anche il riso, con cui ripagavano l’ospitalità ricevuta dai numerosi stallieri, improvvisati locandieri.
La buonissima carne chinina e quella di cinghiale, è spesso cotta ancora al fuoco su legna di rovere e scopo, come da antichissima tradizione.
Chi non poteva permettersi la carne, ha inventato le più golose ricette di zuppe vegetali (la cipollata, la ribollita) e minestre davvero ricostituenti, come la ginestrata: un tuorlo d’uovo per ogni tazza di brodo, un bicchierino di Vinsanto secco, cannella, coriandolo, noce moscata e chiodi di garofano in polvere.. Le tracce speziate del crocevia dei mercanti.
Altra invenzione tutta senese dei tempi del Barbarossa è la salsiccia secca, ricca di aglio e pepe, usati allora perché le carni non si guastassero, ma ci sono anche i migliacci di sangue suino, la nana (anatra) in porchetta.
Tra i vini con cui gustare i piatti forti, ci sono le nobilissime produzioni del Chianti e quella dei Colli senesi, ma in ogni buona osteria vi sarà proposto il saporito vino del contadino, sanguigno e odoroso. Non aspettatevi sinuose bottiglie né etichette, arriveranno caraffe generose o fiaschi sulla tavola: non siate timidi!
|

La zona in cui sorge Siena, compresa tra la Val d’Elsa, la val d’Orcia, il monte Chianti e le Crete senesi, è un affresco naturale, che ha donato ai maestri d’arte un colore unico, irripetibile: il terra di Siena. Nella preistoria queste terre erano sommerse dal mare. Quando si ritirò, la sabbia si depositò e si mescolò al terriccio ricco di ferro, dalla tonalità ocra bruciato, che sembra riscaldare anche la più austera delle architetture.
E’ frequente infatti trovare nella campagna senese conchiglie e fossili marini di milioni di anni.
Questa città, dall’insolita pianta a Y, divisa in terzi su tre colli, è il nostro medioevo del terzo millennio. Sul Terzo di Camollia, delimitato dall’omonima porta, sopravvive una scritta che testimonia l’ospitalità e l’accoglienza della città: Cor Magis Tibi Siena Pandit: Siena ti apre il suo cuore più di questa porta.
Il centro storico è totalmente chiuso alle auto, ma una rete di scale mobili lo congiunge facilmente ai parcheggi decentrati. Ogni meta turistica e storica è raggiungibile a piedi in pochi minuti, percorrendo i numerosi vicoli che si snodano intatti dalla rinomata Piazza del Campo, con la sua originalissima forma a valva di conchiglia, dove si corre il Palio, dal 29 giugno al tre luglio, dal 13 al 16 agosto: una corsa di 10 cavalli montati a pelo, per tre anelli della piazza. Avvenimento unico al mondo, per Siena è la sua vita, e i contradaioli organizzano feste e ricorrenze tutto l’anno.
La piazza, il cuore della città, è cinta da eleganti palazzi merlati e turriti, e da ariosi portici rinascimentali. Snella e severa, incoronata da edicola, svetta fino a 102 metri la Torre del Mangia a lato del Palazzo Pubblico, uno dei più eleganti esempi di architettura gotica. Al centro della piazza un vero monile scultoreo, la Fonte Gaia di Jacopo della Quercia (ora riprodotta).
Sempre di periodo gotico è il Duomo (iniziato nel 1100), con un campanile in stile romanico, e i contributi decorativi dei maggiori artisti della storia dell’arte nei secoli.
Particolarmente interessante è la pavimentazione interna: 56 riquadri di marmo intarsiati con figure mitologiche e scene del vecchio testamento. Il bianco e nero dei pilastri si rifà ai colori della balazana, il simbolo di Siena, uno scudo con la lupa che allatta i due gemelli figli di Remo, Senio e Aschio. Secondo la leggenda i fratelli cavalcavano due destrieri, uno bianco, l’altro nero, e fondarono Sena Julia.
Lungo la via che congiunge il Duomo a Piazza del Campo si erge Palazzo Chigi-Saracini, che oggi ospita la prestigiosa Accademia Musicale Chigiana, istituita nel 1932, apprezzata a livello internazionale. Ogni estate da luglio ad agosto si tengono meravigliosi concerti dove si offre spazio ad artisti di chiara fama e ai migliori fra i giovani talenti.
Ammirevole l’attenzione che Siena dedica ai piccoli, abitanti e turisti. La famosissima Pinacoteca Nazionale (Palazzo Buonsignori, , via S. Pietro 29- tel. O577- 281161) da alcuni anni organizza interessanti e divertentissimi laboratori creativi per i bambini fino agli 11 anni, proponendo veri percorsi guidati antinoia per scoprire e apprezzare l’arte, da quella antica a quella contemporanea.
La visita del Museo è inoltre gratuita per i visitatori fino ai 18 anni.
|