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Lucca
Annoverata nel Patrimonio artistico dell’Umanità dell’Unesco, Lucca è un tesoro di gioielli d’arte, cinti da un diadema: la cerchia delle mura cinquecentesca.
Insieme con Ferrara, Grosseto e Bergamo è uno dei quattro capoluoghi italiani a conservare intatta l’intera cinta muraria, ora verde e piacevolissima passeggiata di quasi cinque chilometri, tra le meglio conservate d’Europa.
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Itinerario del gusto
Protagonista della cucina lucchese è l’olio d’oliva D.O.P. garantito dalla massima certificazione europea, anch’esso noto nel mondo.
E’ proprio questo olio sublime a esaltare le ricette più tipiche di Lucca.
Tra i primi, le zuppe fumiganti e appetitose, come quella di farro, e il pancotto, a base di crosta di pane ammollato nel brodo, pomodorini, uovo sbattuto, sale, pepe e naturalmente olio. Per i secondi, storico, e buonissimo, il garmuggia, con manzo, pomodori, crostini di pane abbrustoliti, fave, punte di asparagi e pancetta.
Una particolarità assoluta sono anche le olive quercetane, al naturale o in salamoia. Ottimo il pecorino in foglia di noce, stuzzicanti i prosciutti, i salami, le soppressate.
Nella produzione dolciaria il posto d’onore va al buccellato, dalla ricetta antichissima e immutata nei secoli, tramandata gelosamente dai mastri pasticcieri. E’ un dolce misterioso e imperdibile. Assaggiatelo in una pasticceria che gode di notorietà internazionale, la Taddeucci, che dal 1800 ne conserva orgogliosamente e inimitabile la ricetta.
In una città emblema della cultura e della storia italiana, non poteva che esserci una collezione regale di vini D.OC., tra cui il primato va al Montecarlo e al Colline Lucchesi, tappe importanti della Strada del Vino. I bianchi e i Vinsanti di Montecarlo erano già prodotti e apprezzati al tempo degli etruschi. Molti altri sono i vini tipici di questa zona, dall’antico Sangiovese al moderno Merlot, dal tradizionale Bianco della Val di Fievole al recente Chardonnay.
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La storia di Lucca cominciò dal 180 a.C., fondata da una stirpe celtico-ligure che le diede il nome di Luk. Della Lucca romana restano le rovine dell’Anfiteatro, sulle cui gradinate sono cresciute nei secoli le dimore, uno spettacolo urbanistico di rara suggestione.
Durante il medioevo ospitò lungamente Dante in esilio, fece sorgere le chiese monumentali di San Frediano (con un magnifico mosaico sull’alta facciata, quasi una pala d’oro), di San Michele in Porta (famoso per la preziosa decorazione marmorea), e lo stesso Duomo, dedicato a San Martino.
Lo stile romanico severo e massiccio si arricchì di una ricca ornamentazione ispirata anche dalla scuola della vicina Pisa.
Nel Quattrocento Jacopo della Quercia vi lasciò il suo capolavoro assoluto, la Tomba di Ilaria del Carretto, moglie di Paolo Guinigi, morta a 29 anni. La giovinezza e la dolcezza dei lineamenti le è impressa nel volto marmoreo; la morte è rappresentata come riposo, anche la pietra, nella plissettatura dell’abito, sembra ammorbidirsi e forgiarsi per il ricevimento di numerosi ospiti. Ai suoi piedi è accovacciato un cane, simbolo di fedeltà coniugale.
Lucca conobbe nel Rinascimento il suo massimo splendore grazie anche alla florida produzione di seta e alla fruttifera attività bancaria dei cittadini. In ogni epoca storica fino all’800 incluso i Lucchesi l’hanno impreziosita di eleganti dimore, chiese (è soprannominata “la città delle cento chiese”) e ville sontuose anche nei dintorni, come Villa Mansi a Segromigno e Villa Reale a Marlia.
Gloriose sono anche le tradizioni nel campo della musica: di Lucca sono Francesco Geminiani, Luigi Boccherini, Alfredo Catalani. E Giacomo Puccini.
Per tutto l’anno nella cattedrale di San Martino musicisti e attori si avvicendano per mantenere viva la memoria e interpretare componimenti del grande musicista.
Nella sua lunga sovrapposizione di ere storiche Lucca ha modificato ad arte l’assetto urbanistico coniugando sempre efficienza, funzionalità e bellezza.
Passeggiando per il centro, si percorre la Via Fillungo, lunga, strettissima, pittoresca e fiancheggiata da case antichissime, botteghe, boutiques, punti di ristoro e torri.
Anche alle torri Lucca ha regalato il suo imprimatur stilistico unico: sono salde, massicce, militaresche quasi, ma agghindate, come una divisa può esserlo delle medaglie sul campo. Entrate in quella della Famiglia Guinigi, legati a Ilaria del Carretto. In cima ha un giardino pensile progettato già nel medioevo, con ombrosi larici secolari. Una nuvola verde sopra le nostre teste. Vale la pena salire per 230 scalini.
Sempre in centro, tra palazzi sobri e aristocratici di mole giunonica, in mattoni rossi e pietra bianca alberese che continuano a vivere nella vita della città (Palazzo Ducale ospita la sede della Provincia, oltre a numerose mostre d’arte contemporanea e una, unica in Italia, dedicata ai cartoon), si aprono ariose piazze con splendidi monumenti, ombreggiate dai platani. In Piazza Napoleone troneggia la cinquecentesca sede della Provincia, che racchiude, tra portici e cortili grandiosi, la Pinacoteca Nazionale.
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