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Itinerari |
L'isola di Montecristo
L’isola di Montecristo conta quattro abitanti: due guardiani e due guardie forestali.
E’ la più aspra e selvaggia tra le isole dell’Arcipelago toscano. Ha uno sviluppo costiero di 16 km.
Il suo paesaggio è caratterizzato da grandi massi sovrapposti, sparsi un po’ ovunque, in equilibrio che pare instabile, come dovessero precipitare da un momento all’altro. Sono chiamati ‘tafoni’, forgiati in forme bizzarre dall’erosione dei venti.
Alexandre Dumas la rese celebre ambientandovi uno dei suoi più famosi romanzi.

L'isola di Pianosa
È la quinta tra le isole dell’Arcipelago Toscano. Misura poco più di 10 km quadrati, ed è pressoché disabitata.
Deve il suo nome ("Planasia" per gli antichi) al fatto di essere quasi tutta piana. Se si esclude il faro, alto 42 metri, il punto più alto sul mare è di soli 29 metri, mentre l’altezza media dell’isola è di 18 metri.
In passato era sede di un Penitenziario. Istituito nel 1858 (la “Colonia penale agricola della Pianosa”), è rimasto praticamente aperto fino al 1998. Oggi è presidiato da poche forze dell’ordine, con compiti di vigilanza e guardia alle strutture. A Pianosa, nel 1932, venne incarcerato per motivi politici anche il futuro presidente della repubblica, Sandro Pertini.
Grazie alla sua particolare destinazione di colonia penale prima, e più recentemente inserita nel Parco dell’Arcipelago Toscano, l’isola è rimasta praticamente incontaminata. Le sue acque sono state preservate dalla pesca indiscriminata per 150 anni, e tutt’oggi offrono un riparo sicuro a numerose specie di pesci.
Attorno all'isola, nel raggio di un miglio sono infatti vietati navigazione e pesca.
La balneazione è permessa ai visitatori solo su una spiaggia. I cui fondali, particolarmente belli, sono rigogliosi di vita.
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